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CHE COS'E' "IL PORTOLANO"?

Il Portolano è una raccolta di tutte le informazioni che favoriscono una serena e piacevole esplorazione del Lago Maggiore sia a vela che a motore.
Le cartine delle coste, i piani dei porti comunali e delle marine private, le notizie e i piani di tutti i cantieri italiani e svizzeri hanno richiesto un'attesa esplorazione e controllo che l'autore ha condotto personalmente illustrando inoltre ogni approdo con nitide fotografie in gran parte aeree.

Si possono trovare inoltre notizie di carattere socio-turistico, i numeri di telefono di pubblica utilità, le indicazioni delle stazioni di rifornimento a lago di carburante mentre altri capitoli sono riservati ai venti, alle variazioni di profondità del lago, alle tabelle delle distanze e molti altri dati come ad esempio i vari modi di ormeggiare sicuri, le dotazioni di bordo e le norme delle regioni Piemonte e Lombardia riguardanti la navigazione sul Lago Maggiore.

 

• CARATTERISTICHE GEOGRAFICHE:

Lo hanno chiamato Maggiore, ma in realtà l’antico Verbanus dei Romani è soltanto il secondo fra i bacini lacustri prealpini italiani. E’ il lago di origine glaciale. La sua superficie è di 212,16 chilometri quadrati, di cui poco meno di 42 in territorio elvetico; la lunghezza totale è di 64 chilometri; le larghezze massime e minime sono rispettivamente di 11 chilometri circa tra Feriolo e Laveno (il cosideto Golfo Borromeo), e poco più di mille metri tra Arona ed Angera. Il perimetro è di 170 chilometri ad una altitudine intorno a 194 metri sul livello ddel mare, mentre le profondità medie e massime sono rispettivamente di 175 e 372 metri, quest’ultima tra Ghiffa e Caldé. Ancora qualche cifra: il volume medio delle acque è di 370 miliardi di ettolitri; medio, poichè non si tien conto delle piene e delle magre, che nel caso del Verbano sono davvero notevoli. Ciò dipende soprattutto dal cosiddetto bacino imbrifero che, nel caso, è di ben 6562 chilometri quadrati (rapporto di 31 a uno), vale a dire uno dei più vasti in assoluto: e se per “maggiore” se ne vuole considerare questo aspetto, allora il nome è ampiamente giustificato. Non solo, ma il bacino del Lago Maggiore (di sponde relativamente basse nella zona meridionale, vanno via innalzandosi a mano a mano che si procede verso sud) vanta un tasso pari a 3400 millimetri di precisione in un anno; gli affluenti che lo alimentano sono 35: senza tener conto dei minori, i principali sono il Ticino, la Verzasca....

 

• I VENTI E LE CORRENTI:

Maggiore e Mergozzo sono due venti da nord e dal bacino centrale, ed oltretutto anche i più imprevedibili; cui fanno da contraltare la Tramontana e l’Inverna (è il nome locale del Libeccio), questi ultimi a regime periodico: la Tramontana si leva dopo la mezzanotte e regge fino al mezzodì successivo, mentre l’Inverna spira dal primo pomeriggio fino a sera. Va detto in ogni caso che il regime dei venti assume gli aspetti della pericolosità soltanto in casi del tutto eccezionali (il Mergozzo è quasi sempre foriero di tempeste), anche perchè segnatamente nel bacino meridionale le sponde sono basse e quindi esso trova sfogo nelle pianure. Quanto alle nebbie è rimarchevole il fenomeno delle “acque che fumano”, che avviene specialmente nella stagione fredda e nelle prime ore del mattino allorquando l’escursione termica fra la massa liquida e quella dell’aria esterna è particolarmente elevata.
Le correnti risentono soltanto in parte di questa situazione, anche perchè su tutto ha preponderanza il flusso principale da nord a sud, costituito dal Ticino e dagli affluenti maggiori; a Sesto Calende, laddove il lago ritorna ad essere fiume, la portata delle acque  è pari a circa 300 metri cubi al secondo in regime normale, che può però anche quadruplicare nei momenti di massima portata (in genere in ottobre), e ridursi fino a cinquanta metri cubi durante i periodi di minima (che cadono normalmente in febbraio). Tuttavia, a causa soprattutto dei venti e dell’escursione termica è sottoposta la massa. Sono interessati, in particolare, il promotorio di Santa Caterina del Sasso (quando spira il Mergozzo) e la baia di Ronco-Ispra (quando discende il Maggiore).

 

• IL MOMENTO DELL'ORMEGGIO:

Prima di annodare le cime accertatevi che queste siano della lunghezza giusta, in modo che la barca su ogni lato non vada ad urtare altre barche o contro il pontile. Se non l’avete già fatto posizionate i parabordi nei punti a rischio. Spento il motore staccate la batteria e per i fuori bordo disinserite il tubo del carburante. Sbarcate insieme alle vostre cose i rifiuti e prima di allontanarvi accertatevi che i nodi siano fatti bene.
Per quanto riguarda i velisti il discorso cambia, perchè in genere sono più preparati e quando escono in barca sanno cosa fare. Tuttavia una raccomandazione è d’obbligo: PRUDENZA speciaimente nei mesi invernali quando una scuffia, per la temperatura del’acqua, può trasformarsi in tragedia. Facendo i debiti scongiuri ricordiamo loro che la sopravvivenza in acqua a meno di 4 gradi è di 15/20 minuti.

 

 

Damaan
 
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